Si hanno notizie precise sulla città di Seminara fin dal secolo X, quando in seguito alla distruzione di Taureana, città magno-greca fondata nel IX secolo a.C. da popolazione di stire achea, ad opera dei Saraceni Arageni dell'emiro di Palermo Hasan-Uban Ali e Farag Mohadded, la parte più eletta dei cittadini di Taureana, insieme al vescovo Vitale e agli ecclesiastici, si rifugiò nel vicino castello di Seminara. Era l'anno 951.

Il castello di Seminara esisteva già, fin dal VII secolo d.C. perché lì, nell'anno 747 fu rinvenuto il corpo di un monaco.

In posizione strategicamente dominante, rispetto alla Piana che già allora prendeva il suo nome, la città si ingrandì con magnifiche costruzioni e si munì di poderose mura fortificate per meglio difendersi dai Mori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testimonianza della viva fede religiosa e del potere ecclesiastico che gestiva gran parte della vita pubblica é lo straordinario numero delle chiese e dei conventi esistenti dentro e fuori le mura della città. Un manoscritto del tempo elenca ben 33 Chiese e 5 Conventi di Basiliani tra i quali il più antico ed importante era quello di S. Filareto. Di questo convento facevano parte i dotti monaci seminaresi Bernardo Barlaam e Leonzio Pilato. Maestri del Petrarca e del Boccaccio. Nel convento venne ospitato, negli ultimi anni di vita, Giovanni Boccaccio e fece i suoi studi filosofici Bernardino Telesio di Cosenza.L'antica città di Seminara venne distrutta quasi completamente dal terremoto del 5 febbraio 1783 e la nuova Seminara venne progettata e costruita più a monte dello stesso crinale Aspromontano su pianta del Reggio Arch. Vincenzo Ferrarese. Seminara mantiene del suo glorioso passato, testimonianze importanti, infatti, é il paese che possiede il più altro numero di opere scultoree del '500 di tutta la Calabria, in massima parte conservato nelle sue Chiese: per questo é considerata una Piccola Città Museo dagli studiosi.

Storia

Sede vescovile con il titolo di Diocesi di Taureana fino al 1086, quando il Conte Ruggero il Normanno le tolse il privilegio trasferendo la sede a Mileto, mantenne però l'obbligo per ogni vescovo, dopo avere preso possesso della sede vescovile, a portarsi a Seminara per rendere omaggio alla città e formulare il giuramento di rispetto dei privilegi.

Dopo la distruzione di Taureana, Seminara, che ne ereditò il prestigio religioso ed il potere politico, cominciò ad esercitare la sua influenza su tutto il territorio ad essa circostante e furono suoi casali: Palme (oggi Palmi), S. Anna, Strangi, Petrolo, S. Andrea e S. Opolo. Di questi ultimi quattro però già alla fine del XVI secolo, non vi era più alcuna traccia se non nei nomi delle contrade ove sorgevano. Seminara fu anche centro di importanza commerciale e militare perché attraversata dalla via consolare "Popilia" che collegava dal foro di Capua la via Appia con Reggio Calabria. I più importanti fatti d'arme che si verificarono in territorio di Seminara furono le ormai famose battaglie tra francesi e spagnoli in contrada "Figurella" nel 1495, la prima vinta dai francesi e durante la quale lo stesso re di Napoli, Ferdinando II d'Aragona, si salvò riparando entro le mura di Seminara; la seconda combattuta in contrada "S. Leo" nel 1503 che vide vittoriosi gli spagnoli. In entrambe le battaglie, i feriti furono ricoverati nell'ospedale della "SS Trinità" in Seminara. Queste battaglie avvenivano nel corso delle lotte tra Aragonesi ed Angioini per il possesso del reame di Napoli. La Via Popolia, sin dalla sua costruzione, era l'unica strada che metteva in comunicazione le regioni del Nord del fiume Petrace col resto del versante occidentale   della provincia di Reggio Calabria. Percorrendo questa strada l'imperatore Carlo V, dopo la vittoria di Tunisi, nel viaggio da Reggio verso Napoli passò da Seminara ove sostò nel 1535 (nella sede municipale di Seminara sono ancora oggi custoditi quattro bassorilievi dell’epoca che ricordano tali avvenimenti: due rappresentano le battaglie, uno l'entrata trionfante di Carlo V in Seminara e l'altro scene di festeggiamenti organizzati per il soggiorno dell'imperatore).

 

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